A vegan recipes' blog for those who love eating healthy, with taste for the palate but also for the eyes, and do good to the environment and not harm animals...

04/11/15

PIZZETTE DI POLENTA SUPER VELOCI - SUPER FAST POLENTA PIZZAS

Domenica avete fatto la polenta? 
Ah no, non era domenica, va beh, è uguale!
Insomma, vi è avanzata...
Che ci fate?
Qui Pizza!! 
Per la somma gioia di Bianca, che la mangerebbe anche a colazione, tant'è vero che se si mette a spignattare con le sue pentoline, offre a tutti sempre e solo pizza! 
Questa versione è davvero velocissima da preparare, molto più digeribile, senza glutine, e tra l'altro serve a non buttare via nulla...
Ah, se non avete la polenta avanzata, ma volete comunque fare questo piatto, comprate quella pronta... Non è da me, non è il massimo, non sarà alta cucina, ma ogni tanto si può fare, dal momento che gli ingredienti, anche in quel caso, sono sani e pochi, cioè farina di mais, sale e acqua.

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Ingredienti per circa 6 pezzi:

500 gr di polenta avanzata (o polenta cotta confezionata)
500 ml di passata di pomodoro
patè di olive taggiasche
olio evo, origano, sale q.b.

Spero che avrete messo la polenta, non ancora fredda, in una piccola teglia in modo che si formi un panetto regolare :) Se così non fosse, fate fette a caso... Ahahaha...
Per prima cosa tagliate a fette di circa 1,5 cm la polenta fredda.
Poi ungiamo una padella e grigliamo finchè si creerà una crosticina croccante.

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In un'altra padella invece preparate un sughetto semplice: olio, salsa, sale e origano.
Non vi resta che comporre dunque le pizzette: sotto la polenta abbrustolita, sopra abbondante sugo, e per finire patè di olive taggiasche.
Se non avete il patè già fatto frullate le olive, quelle che ci sono, finchè saranno belle cremose!

Ovvio che la vostra fantasia vi aiuterà ad arricchire le vostre pizzette ancora di più; potete aggiungere verdure grigliate, funghi, veg-caprino, mandorle o pinoli tostati e tutto quello che vi sembra ci possa star bene ;)

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Ingredient for about 6 pieces:

500 gr leftover polenta (or cooked packaged polenta)
500 ml of tomato sauce
olives patè
extra virgin olive oil, oregano, salt q.s.

I hope that you have put the polenta, not yet cold, in a small box in order to form a regular dough :)
If not, make irregular slices ;)

So, first cut into slices of about 1.5 cm the cold polenta.
Then anoint a pan and grill the slices until the have a crispy crust.

In another pan prepare a simple tomatoes sauce: oil, sauce, salt and oregano. Cook for 5-10 minutes.
Now you just have to make the pizzas: under put the grilled polenta, then the tomatoes sauce, and olives patè on top.

If you have not ready patè at home, whisk some olives, until they are creamy!

Of course your fantasy will help you to enrich your pizzas even more; you can add grilled vegetables, mushrooms, veg-cheese, almonds or pine nuts and all that looks good on your dish ;)

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02/11/15

ZAFFERANO PADANO E UN RISOTTO CON I FIOCCHI - SAFFRON, MUSHROOM AND CAULIFLOWER RISOTTO

Che bel sabato è stato quello appena trascorso con la mia famiglia!

Sono stata invitata dal Consorzio Brianza che Nutre a partecipare alla raccolta dello zafferano, o meglio dello Zafferano Padano, in provincia di Monza-Brianza, presso l'azienda agricola Voglia di Verde, azienda a conduzione famigliare nata nel 2010 dalla volontà dei fratelli Cogliati, Marco, Fabio e Alessandra, tutti under 30.

Nel 2011 decidono di dedicarsi ad una coltura innovativa per la zona, cioè quella del crocus sativus, ovvero il fiore dello zafferano. 
L'anno scorso sono arrivati a raccogliere 150.000 mila fiori ottenendo 1 chilo della preziosa spezia, diventando così una delle realtà più grandi del Nord Italia. Bravi!!!
Vince chi osa, si sa.

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La giornata era splendida, un sole caldo ci ha regalato una mattinata speciale!
La natura, i campi, l'aria aperta: non so descrivervi la gioia e lo stupore nel vedere questi bellissimi fiori viola con i lori stimmi arancio acceso, non vi so dire quanto sia bello lavorare insieme a persone poco prima sconosciute, però tutti chini nello stesso intento, contornati da tanto colore e luce e passione.

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Bianca ha aiutato, sempre irrequieta e di ciuccio munita, e poi si è strafogata di pizza, la pizza della zia, che all'ora di pranzo ha riempito le nostre pance grate.

Cosa c'è da sapere su questa piantina? 
Intanto si chiama così perchè è splendido come lo zaffiro
E' la spezia più preziosa al mondo e l'Italia è uno dei più grandi produttori insieme a India e Persia.
E' un fiore che non viene trattato con prodotti fitochimici, quindi è totalmente edibile. 
Con la maggior parte dei fiori privati degli stimmi, si crea una barriera naturale contro le lumache, che ne vanno ghiotte, evitando così che assalgano quelli ancora da cogliere. 
Una parte viene invece essiccata e utilizzata in cucina da cuochi e chef.
Il profumo del fiore fresco è buonissimo, il sapore delicato, leggermente amarognolo.
E' una coltura annuale, si raccoglie a mano solo in autunno, nel giro di qualche giorno, quando i fiori sbocciano, poi i bulbi riposano nella terra. In estate vengono rimossi, viene preparato un nuovo campo e il mese successivo vengono di nuovo piantati. 
Gli stami gialli sono gli organi riproduttori maschili, ma sono sterili quindi inutili (e le battute si sprecano...); gli stimmi hanno un sapore amaro-piccante dal forte odore aromatico. In genere vengono essiccati e polverizzati, Zafferano Padano non li polverizza per garantire la qualità al 100%, così siamo sicuri di non usare altre spezie!

Ma che proprietà ha questa spezia?
Ahhhhh! Tante! 
Contrasta l'invecchiamento e stimola il metabolismo: lo zafferano è infatti un antiossidante incredibile,ricchissimo di carotenoidi, a parità di peso mille volte superiori a quelli delle carote!
Favorisce le funzioni digestive: grazie ai sui aromi naturali, pigmenti e principi attivi, stimola l'apprato digerente aumentando la secrezione della bile e i succhi gastrici.
E poi è antidepressivo: il colore giallo/arancio, infatti, stimolando l'ipotalamo, sede delle emozioni, regala benessere e felicità
Pare sia pure afrodisiaco, infatti stimola la produzione di ormoni quali adrenalina e cortisolo che tonificano e migliorano la circolazione sanguigna... là dove serve... ;)
Per finire, come da sempre sostengono i medici cinesi, depura il sangue, elimina le tossine e abbassa trigliceridi e colesterolo.

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Chi fosse interessato ad approfondire la cosa, sotto un aspetto più tecnico, può leggere qui, è una bellissima vecchia dispensa, sempre valida e utile a chi volesse, per caso, cimentarsi nella coltivazione dello zafferano, che sia in Lombardia o altrove!

Sabato ho fatto tantissime foto, non ho saputo scegliere quelle più belle, le posto praticamente tutte, gustatevele...

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Non vi lascio senza la ricetta di un buon risotto giallo e vegan, ovviamente.
Prima però tre info importanti: lo zafferano in stimmi si deve lasciare in ammollo in una tazzina di acqua calda per almeno due ore (ma anche tutta la notte) in modo che rilasci tutte le sue proprietà; si aggiunge al risotto solo quando è cotto, a fuoco spento, per non perdere aroma nè benefici; servono circa 4-5 stimmi a testa.

Ingredienti per 4 porzioni:

350 gr di riso arborio o carnaroli
2 litri di brodo vegetale
1 cavolfiore piccolo
1 bicchiere di vino bianco secco
1 cestino di champignon (ma se avete porcini meglio)
misto per soffritto (carota, sedano, cipolla)
erbe aromatiche (salvia, rosmarino)
16-20 pistilli di Zafferano Padano
olio evo, sale e pepe q.b.

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Come già detto, mettete lo zafferano in acqua calda almeno per un paio di ore.
Lessate intanto le cime di cavolfiore in abbondante acqua salata per 8-10 minuti.

In una padella scaldate due cucchiai di olio evo, cuocete i funghi mondati e tagliati a fettine facendoli dorare bene, aggiustate di sale a fine cottura.

Frullate metà dei cavoli e metà dei funghi con abbondante olio evo fino ad ottenere una crema liscia. Se necessario aggiungete un goccio di acqua di cottura del cavolfiore. Tenete da parte.

In una padellina unta di olio extravergine rosolate il cavolfiore avanzato fino a doratura. Tenete da parte anche questo.

Rosolate il trito di carota, sedano e cipolla in una pentola per risotto, a fuoco basso, con olio evo, salvia e rosmarino, per almeno 10 minuti.
A parte tostate il riso per 3-4 minuti a fuoco alto, senza farlo attaccare.
Unitelo quindi al soffritto, togliete le erbe aromatiche, sfumate con vino bianco, aggiungete poi il brodo vegetale e cuocete per 13-14 minuti a fuoco moderato senza mescolare. 
Aggiungete brodo e muovete il riso solo se si asciuga troppo. 

Aggiungete lo zafferano, mescolate bene e spegnete il fuoco.

Mantecate il risotto con la crema di cavolo e funghi, unite quindi i funghi e i cavolfiori dorati, tenendone qualcuno da parte per la decorazione del piatto.
Terminate con olio evo, pepe fresco macinato e fiori di zafferano o altri fiori eduli. 

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First, three info: saffron stigmas must be left to soak in a cup of warm water for at least two hours (but also all night) so that releases all its properties; add it to the rice when it is cooked, with the heat turned off, to avoid losing flavor and benefits; you need about 4-5 stigmas each portion.
Ingredients for 4 servings:

350 gr Carnaroli or Arborio rice
2 lt vegetable broth
1 small cauliflower
1 glass dry white wine
1 small basket mushrooms
2-3 spoon of chopped carrot, celery and onion
sage and rosemary
16-20 pistils of saffron
extra virgin olive oil, salt and pepper q.s.

As already said, put the saffron in hot water at least for a couple of hours.
Boil the chopped cauliflower in salted water for 8-10 minutes.

In a pan heat two tablespoons of extra virgin olive oil, cook the mushrooms washed and cut into slices until golden, add salt after cooking.

Puree half of the boiled cauliflower and half of the mushrooms with plenty of olive oil until they become creamy and smooth. If necessary, add a little water in which you cook the cauliflower. Set aside.

In a pan greased with olive oil saute the other half of cauliflower until golden brown. Set aside too.

Saute the chopped carrot, celery and onion in a saucepan for risotto, over low heat, with olive oil, sage and rosemary, for at least 10 minutes.
Apart toast the rice for 3-4 minutes over high heat, without letting it stick.
Then add it to the pan, remove the herbs, add white wine, then add the vegetable broth and cook for 13-14 minutes over medium heat without stirring.
Add broth and move the rice only if it dries too much.

Add the saffron, mix well and remove the risotto from the heat.

Stir the rice with cauliflower and mushrooms cream, then add the other part of  mushrooms and cauliflower, keeping some aside to decorate the dish.

Finish with extra virgin olive oil, freshly ground pepper and saffron flowers or other edible flowers.

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21/10/15

FERMENTO IN CASA E FUORI E NUOVI BURGER DI LEGUMI ANTICHI - MY NEW LEGUMES BURGER

La novità è che ieri ho creato un evento su Gnammo!
Il 20 novembre vi aspetto a casa mia per cenare e provare la mia cucina dal vivo :)
I posti sono ancore 5 posti (tre sono già stati prenotati in un lampo), il prezzo è ridicolo perchè tornerete a casa ubriachi rotolondo e ve lo scorderete immediatamente.
Questo è il link dell'evento, trovate menù e dettagli.
Chi non viene è un folle! Ahahahah...



Prima però vi aspetto per altri importanti appuntamenti.
Il 5 novembre sarò di nuovo ospite di Libella, a Saronno, dove cucinerò tre piatti a base di legumi, per il corso "Nobili di Spirito". 
Showcooking interattivo e degustazione per imparare a cucinare questi alimenti ricchi di proteine ma anche di moltissime altre proprietà nutritive.
Presto l'evento su Facebook con le info più dettagliate!
Qui sotto vedete anche la data di dicembre.


Vi ricordo poi che il 9 novembre sarò invece ospite di SocialVeg, una piattaforma unica in Italia, che permette di cucinare gratuitamente da casa con la guida di uno chef o di un foodblogger e preparare un piatto da gustare in famiglia o con gli amici. 
Cucineremo dei buonissimi pancake senza glutine con maionese di cannellini e crema di broccoli ;)
Appuntamento davanti al pc o al Mac alle ore 20 con tutti gli ingredienti pronti per rifare contemporaneamente lo stesso piatto insieme a me :)


Il 15 novembre invece terrò il mio corso a Milano, il tema questa volta sarà il Cioccolato: l'amaro fa amare il dolce. Chi non adora questo cibo speciale che coccola ogni cuore e rallegra tutte le pancie? 
Prepareremo diversi piatti salati e ovviamente dei dolci da urlo! 
Una domenica diversa per imparare a realizzare un menù per nulla banale, cioccolatoso dall'antipasto al dessert. Questo è il link all'evento e di seguito tutto quello che dovete sapere. 


Ora invece , dato che vi avevo promesso una ricetta buona, ve ne scrivo una: vado sul classico, ma non troppo!
Burger vegetali!
Li adoro, sono un secondo piatto perfetto, sempre. 
Li puoi mangiare caldi o freddi, infilati in un panino con verdure e hummus di ceci, oppure appena sfornati con un bel contorno di patate al forno e veg-maio... 
Li puoi fare grandi o piccolissimi, tipo finger-food; rotondi, quadrati, schiacciati o perfettamente sferici. Sono buoni impanati e cotti in padella oppure al forno, sono deliziosi se passati nel panko o in un mix di semi per creare una crosticina croccante, al sugo con origano e olive taggiasche, oppure ripassati nella farina di mais e fritti... L'elogio della polpetta non ha fine, cari miei! 

Qui ho usato la roveja, un antico legume ritrovato, simile al pisello ma scuro, dal gusto però più vicino a quello della fava. La roveja si trova ormai soltanto nell'Italia Centrale dove viene coltivata prevalentemente nelle Marche e in Umbria da agricoltori che vogliono diversificare e riscoprire le tradizioni. Che dire, bravi!!!

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Gli stessi burger potreste quindi farli con le fave oppure con i piselli, che però hanno un sapore più dolce.

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Ingredienti per circa 17-18 burger:

350 gr di roveja cotta
40 gr di farina di piselli
50 gr di farina di ceci
40 gr di pangrattato
3 cucchiai di verdure per soffritto (carota, cipolla, sedano)
1 cucchiaino di erbe aromatiche miste 
3 cucchiai di farina di mais
2 cucchiai di farina di riso
pangrattato per impanare
sale e olio evo q.b.

Per prima cosa ammollate i legumi per 5 ore, quindi cuoceteli in pentola a pressione per 40 minuti dall'inizio del fischio coprendoli con molta acqua, aggiungendo qualche foglia di alloro e un pezzetto di alga kombu. Se non volete usare la pentola a pressione dovranno cuocere anche due ore. 
Tenete presente che il peso del fagiolo secco raddoppia una volta cotto.

Scaldate qualche cucchiaio di olio evo, rosolate cipolla, sedano e carota, quindi frullate il tutto in un mixer con la roveja cotta, la farina di piselli, le erbe aromatiche e il sale.

La farina di piselli non è altro che piselli secchi spezzati macinati, la potete fare voi se avete un mixer potente oppure certi negozi biologici sono forniti di mulino e possono macinarvi qualsiasi cosa! 

A parte fate una pastella con acqua, farina di ceci e un pizzico di sale. 
La consistenza deve essere simile a quella dell'uovo sbattuto, serve infatti per legare le vostre polpette.
Aggiungete all'impasto questa pastella e il pangrattato. 
Dovrete avere un bel composto sodo, morbido ma non troppo. Se necessario aggiustate di sale. Se vi dovesse sembrare troppo molle aggiungete pane grattugiato.

Fate quindi una pastella con 3 cucchiai di farina di mais e due di farina di riso e acqua fredda (la consistenza, anche questa volta, dovrà essere simile a quella dell'uovo sbattuto).
In un altro piatto mettete invece il pane grattugiato.
Fate delle palline tutte uguali utilizzando un dosatore da gelato (lo spallinatore). 
Passatele prima nella pastella di mais e riso, quindi nel pangrattato.
Adagiate i burger su una placca foderata di carta forno, aggiungete erbe aromatiche fresche (salvia e rosmarino) e irrorate di olio evo.
Infornate per 25 minuti a 190 gradi.

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Ingredients for about 17-18 burger:

350 gr cooked roveja (or peas or fava beans)
40 gr pea flour
50 gr chickpea flour
40 gr bread crumbs
3 tablespoons of fine chopped vegetables: carrot, onion, celery
1 tsp mixed fresh herbs
3 tablespoons cornmeal
2 tablespoons rice flour
breadcrumbs to coat
salt and olive oil q.s.

First, soak dry legumes for the amount of hours necessary (no need to soak if you are going to use dry peas), then cook them in a pressure cooker for 40 minutes after the whistle covering them with plenty of water, adding a few bay leaves and a piece of kombu seaweed. If you do not want to use the pressure cooker will cook up to two hours (or less if you are using a different type of legume).
Keep in mind that the weight of the dry bean doubles once cooked.

Heat a tablespoon of olive oil; sautèe onion, celery and carrot, then blend it all with the cooked roveja, the pea flour, herbs and salt.

Aside make a batter with water, chickpea flour and a pinch of salt.
The consistency should be similar to the beaten egg, in fact it serves to tie your burgers.
Add to the mix this batter and breadcrumbs.
You should have a not too soft compound. If necessary add salt.
If it seems too soft, add bread crumbs.

Then make a batter with 3 tablespoons of corn flour, two of rice flour and cold water (the consistency, again, will be similar to the beaten egg).
In another dish put the breadcrumbs.
Make little balls using an ice cream dispenser.
Put in the first batter of corn and rice flours, then in bread crumbs.
Put the burgers on a baking sheet lined with parchment paper, add fresh herbs (sage and rosemary) and a drizzle of extra virgin olive oil.
Bake for 25 minutes at 190 degrees.

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17/10/15

EXPO, MIVEG, SIMONE SALVINI E PAN999, LA CUOCHERELLONA, AMICI VECCHI E NUOVI E IL CORSO DA LIBELLA

Quanti arretrati!
Sono 10 giorni che non scrivo perché sono stata impegnata su molti fronti, ma andiamo con ordine.
Se siete curiosi leggete di seguito, se siete solo golosi, una ricetta buona buona vi attende nel prossimo post!

Sono stata invitata ad un evento in Expo, non ci ero ancora stata e credo proprio che se non fosse giunto tale invito non ci avrei messo piede.
Avrei voluto sbagliarmi, ma quello che sono riuscita a vedere non mi è piaciuto molto; la sensazione dominante potrei riassumerla in una sola parola: spreco.
Spreco di spazio, di energia, di risorse economiche.
Una specie di Gardaland del cibo: grandi marchi, famose catene, fast food e cibo in scatola. Ovunque. Tanto. Troppo.

La mia è stata una visita di qualche ora, quindi non posso dare un giudizio definitivo nè approfondito, ma sono rimasta basita dai banconi di alimenti fintissimi che decoravano (?) il Decumano, asse centrale della Fiera: banchi di frutta e verdura, ma anche di pesci morti, maiali tagliati a metà e appesi, caciotte e formaggi, prosciutti e salami.
Questo è il cibo che nutre il Pianeta?
Questo è il cibo che lo sta uccidendo!

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Uno spazio interessante che ha visto sfilare Chef nazionali ed internazionali importanti ed eventi di rilievo è stato di sicuro lo spazio Identità Expo, promosso da Identità Golose e San Pellegrino.
Ci sono state poi, durante questi 6 mesi, conferenze degne di nota, con ospiti notevoli e preparati, dove si è parlato di clima, sostenibilità, ecologia, biodiversità.
Peccato che la maggior parte delle persone comuni dubito che abbiano partecipato a tutto ciò, al massimo hanno fatto ore di fila al Padiglione del Giappone.
Un amico ha detto, "Sei ore? Fai prima a prendere un aereo e andarci, in Giappone!" LoL

Il Padiglione più interessante, il Biodiverity Park, si trova in un angolo vicino all'ingresso Est, per nulla centrale, mentre avrebbe dovuto essere ben visibile.
L'unico ristorante bio vegetariano è quello di Alce Nero Berberè, dove ho assaggiato un'ottima pizza marinara a lunga lievitazione.
Certo la pasta al pomodoro, i falafel e l'hummus sono vegan di natura, e di sicuro qualche altra cucina etnica e non, offre piatti vegetali, ma -code a parte- la ricerca è logorante.
Ovunque l'offerta di cibo che fa male a tutti è imbarazzante e totalizzante.

Osservazioni poco favorevoli a parte, sono stata in Expo per la presentazione del Consorzio Brianza che Nutre, progetto per lo sviluppo turistico della Brianza lecchese, promosso attraverso la ricerca e la valorizzazione di eccellenze del territorio: aziende agroalimentari, alberghiere e manifatturiere insieme a istituzioni culturali e sociali. 
Una delle attività che fanno parte del Consorzio che mi ha colpito di più per audacia e spirito d'iniziativa è di sicuro quella dei ragazzi di Zafferano Padano, che dal 2011 hanno deciso di coltivare questa spezia proprio in una zona tradizionalmente vocata ad altre colture (lo zafferano cresce bene dal Centro Italia in giù). 
Molto bello anche il B&B a conduzione famigliare da Man, a Barzago, tra Como, Milano e le Prealpi, dimora dei primi dell'800 che ospita 3 raffinate stanze dotate di ogni corfort.
Da visitare quando il tempo si farà di nuovo bello è l'Oasi di Galbusera Bianca, che si definisce un agriturismo bio di charme. Ha un ottimo ristorante veg :) ed è immerso in un'oasi WWF per la biodiversità, organizza diverse attività per grandi e bambini in un paradiso a contatto con la Natura.


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Sabato 10 ottobre sono stata con tutta la family al MiVeg all'Idroscalo.

Il festival animalista milanese organizzato da Vita Da Cani Onlus in collaborazione con Essere Animali si fa ogni anno più vivace ed interessante, conferenze e showcooking si sono susseguiti per tutto il weekend (peccato non averne visto mezzo... Essere Mamma ha detto, Stai con me e zitta!).
Gli stand degli espositori offrivano ottimi prodotti alimentari (ho comprato il sale Kala Manak, quello che sa di uovo, un ragù vegetale, delle sottilette vegetali, una crema spalmabile alla papaya, delle mandorle siciliane bio... Poi sono finiti i contanti e anche lo shopping, peccato!).

Oltre al cibo si potevano trovare anche attrezzature indispensabili per nutrirsi in modo sano e completo come estrattori ed essiccatori (voglio l'essiccatoreeeeeee... amoreeeeeee ho detto indispensabili, hai notato?!); non mancavano prodotti per la cura del corpo e abbigliamento, ovviamente cruelty free, e poi tanti libri e stand informativi per vivere vegan a 360 gradi.

Peccato non aver potuto partecipare alla proiezione del film ecologista prodotto da Leonardo Di Caprio Cowspiracy: The Sustainability Secret quella sera! 
Anche se sono convinta che più che vederlo noi che si va al MiVeg, sia un documentario che dovrebbero passare su Rai1 in prima serata.

Abbiamo pranzato sotto il tendone all'aperto: il sole ha reso la giornata davvero piacevole; l'Idroscalo, con i caldi colori delle foglie autunnali, e' un posto incantevole, con un sole così poi! Più bello che in agosto.
Il cibo l'ho trovato discreto, ben presentato, vario ma poco saporito, i dolci invece ottimi!
Mancava un piatto per bimbi, una semplice pasta al pomodoro sarebbe bastata, Bibi ha mangiato solo pane :(
In compenso e' impazzita per ogni singolo cane (ed erano moltissimi) che le sia passato vicino!
E noi siamo impazziti dietro a lei per trattenerla dal buttarsi su ogni peloso piccolo o grande che fosse!
Se non vivessimo in un appartamento metterei in programma di portarne a casa uno, per la sua gioia e la gioia del suo papi... Forse un giorno!  

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Foto di Essere Animali

Domenica 11 ottobre sono stata invece a vedere il mitico chef Simone Salvini presso lo Swiss Corner a Milano: teneva uno showcooking in collaborazione con l'azienda milanese San Vincenzo per promuovere il brand Pan999, pentole delle meraviglie in argento puro.

Lo chef si e' dimostrato come sempre una persona squisita, gentile, appassionata del suo lavoro e della cucina vegetale, la sua cultura e' vasta ed e' sempre affascinante vederlo al lavoro!
Le padelle in argento ovviamente sono una chicca, una novità assoluta e pare raggiungano la perfezione delle padelle di fattura francese, le migliori sul mercato, finora.
Le caratteristiche tecniche sono elevatissime: conducibilità estrema, funzionalità e modernità delle linee nonostante le difficoltà tecniche oggettive dovute alle variabili di lavorazione del materiale stesso.
Se fossi uno chef con una cucina tuta mia ne vorrei una batteria, ora. 
I costi non devo essere irrisori, ma la qualità e le prestazioni si pagano, anche in cucina!

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Pan999 - San Vincenzo
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Blinis con maionese di nocciole e insalata russa scomposta

Dopo lo showcooking sono volata a Monza da Erica, La Cuocherellona.
Per festeggiare il suo compleanno (ed assegnare un premio) ha organizzato una cena presso Il Moro, elegante ristorante di pesce che ha egregiamente realizzato -solo per me- un ottimo menu' di ben 8 portate vegan!
Prima di arrivare non sapevo che sarei stata io la vincitrice, ma con mia grande sorpresa e sommo piacere ho vinto il contest Un Mondo di BenEssere promosso proprio da Erica, proprietaria dell'agenzia viaggi Mai Soli Nel Mondo, al quale avevo partecipato questa estate con i miei muffin di legumi al vapore.
E' stata una serata memorabile, ho conosciuto Erica di persona per la prima volta, e le mie aspettative sono state tutte attese: e' una ragazza speciale, dolce ma tosta, dallo sguardo sincero e appassionato! La sensazione è di conoscerla da sempre, dopotutto chissà?! Forse siamo state sorelle in qualche vita precedente o universo parallelo :)
Mi ha fatto piacere anche conoscere gli altri ospiti, abbiamo chiacchierato dei più svariati argomenti (cibo, cibo cibo... Ahahaha...) e il tempo e' volato!
E' rassicurante sapere che i social network, tanto biasimati, ogni tanto regalino il piacere di fare nuovi incontri, molto reali. Se vogliamo possiamo incontrare chi sta dietro questo schermo, basta aver voglia di alzarsi e uscire...

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I miei muffin di legumi, il dessert vegan de Il Moro, il premio del Contest di Erica e un libro...

In questi ultimi 10 giorni abbiamo avuto anche due coppie di amici ospiti a cena.
La prima coppia, Yuri e Alessia, sono amici di Andrea, io fino all'altra sera non li conoscevo, ma oggi posso dire che e' stata una piacevole scoperta: Yuri fa il fotografo, Alessia fa mille lavori, di sicuro quello che ama di più -anche se non e' purtroppo la sua principale occupazione- e' l'insegnate di fitness.
Ho preparato il sedano rapa al forno con uno squisito fondo bruno, salsa base imparata al Joia, una meraviglia di cui, prima o poi, vi svelerò la ricetta.
Poi ho fatto i miei spiedini di tofu affumicato, zucca e ananas, la ricetta la trovate qui: sono buonissimi, anzi, di più! Contorno di broccoli saltati con gomasio e rösti di patate!
Come dessert una crema allo zafferano con crumble di farro, cioccolato fondente in scaglie e pere alla cannella.
Ah... Vi ricordo che impareremo a gestire questo cavolo di tofu al prossimo corso, il 25 ottobre! Dovete venire e imparerete a cucinarlo come si deve e anche, garantisco, ad amarlo!

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La seconda coppia di amici che e' venuta a trovarci sono stati Gianluca e Sara.
In realtà Sara e' una dolce amica di vecchia data, Gianluca lo abbiamo conosciuto proprio quella sera a cena. Lui fa il giornalista per Style, l'inserto del Corriere, Sara e' direttrice in Prenatal.
Non ci vedevamo da qualche annetto, non era ancora nata Bianca, quindi e' stato davvero piacevole ritrovarsi e recuperare il filo dei discorsi, di certo le novità' non mancavano...
Per l'occasione ho fatto degli stick di farifrittata con carote e zucchine con 4 creme: guacamole, crema di cannellini alla paprika affumicata, hummus di azuki con crema di noci e salsa ketchup.
A seguire lasagne di farro integrale con besciamella di latte di mandorle, crema di broccoli, tofu e uvette. Per concludere un bel crumble di cachi, mele e banana!

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Ultima news in ordine di tempo ma non di importanza e' stato il corso da Libella, il bel negozio a Saronno della mitica Marta di cui vi avevo parlato tempo fa, all'epoca dell'inaugurazione di questa estate.
Il titola della sarta era "Non di solo pane", abbiamo infatti parlato di cereali, come cuocerli e renderli gustosi. Ho preparato tre piatti: riso integrale con zenzero e gomasio e lenticchie; farro e orzo con scorrette di limone e timo accompagnato da ceci e zucca al latte di cocco al curry: crema di cous cous dolce con marmellata di mirtilli e biscottino.
12 partecipanti, un solo ometto :) Tutti interessati e attivi, hanno chiesto, interagito, assaggiato e fatto il bis!

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Il prossimo appuntamento "Nobili di spirito" verterà sui legumi, quindi per chi fosse di zona vi aspettiamo il 5 novembre! Telefonate o scrivete a Marta e prenotate il vostro posto al più presto.

06/10/15

ULTIMI CORSI E UNA TORTA SALATA - BOK CHOY AND LEGUMES PIE

Finalmente ho sistemato le foto del corso di fine settembre!
Eccole qui sotto :)

Grazie, come sempre, a mio marito che ha montato aggeggi e lavato piatti senza risparmiarsi, a mia madre che ha coccolato Bibi in nostra assenza, a Lagostina per le pentole, alla Stefy per il reportage e a tutte le partecipanti che si sono date da fare, hanno tagliato, lavato, affettato, impastato, arrotolato, spallinato e giustamente alla fine si sono godute il frutto di tanti sforzi! 
W la Cina e W il Giappone, a modo nostro :)

Spero che ora metteranno in pratica quanto imparato.
Come ho già detto a tutte, perchè un gesto diventi fluido bisogna solo fare e rifare, così quello che ci sembrava impossibile sarà poi banale ;)
Qualcuno disse: “Essere depressi è un'abitudine; essere felici è un'abitudine: la scelta spetta a te.” 
Anche cucinare sempre le stesse cose è un'abitudine, ci fa sentire al sicuro, non ci fa perder tempo, non ci espone al rischio di sbagliare.. 
A voi la scelta di sperimentare e cambiare, sbagliare e crescere, tentare di nuovo e riuscire!
La cucina è una bella metafora della vita...

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Insalatina fresca con avocado e alghe
Miso soup con tofu, erba cipollina e sesamo
Involtini primavera di verdure con salsa agrodolce
Ravioli cinesi di verdure con salsa di soia e zenzero
Spaghettini di soba con verdure e crema al tahin
Riso alla cantonese con farifrittata, tofu affumicato e pisellini
Roll di cous cous con zucca e avocado con sfere di pomodoro e fragole
Mochi di riso con crema al sesamo e cacao

Questo weekend invece ho frequentato il mio ultimo step alla Joia Academy, come sempre meravigliosa esperienza: belli i miei compagni, belle le ricette e le tecniche, belli gli chef. Quindi grazie a Fabrizio, Sauro, Raf, Marco e a tutti i ragazzi che hanno dato una mano in cucina anche se avrebbero potuto riposare.
Un grazie speciale allo Chef Leeman, ambasciatore di grandi valori e importanti tematiche!
A Febbraio sosterrò l'esame per il diploma... Vi racconterò...
Si conclude un piccolo ciclo, altri se ne apriranno, ho già puntato l'occhio su nuovi mondi da esplorare... Andrea rassegnato mi ha detto Eh, lo avevo immaginato... ;)

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Proteine vegetali: tofu, tempeh e seitan

Dopo tanto cucinare (e assaggiare) posso forse lasciarvi senza una ricetta da provare?
Visto che ormai l'autunno e' qui tornano in auge le torte salate, e il forno acceso scalda un po' l'ambiente finche' non potremo accendere i caloriferi ;)

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Ho fatto una brisee' al vino con farina semi integrale e ho farcito con crema di legumi, marmellata di cipolle rosse e Bok Choy o Pak Choy.

Cos'e' il Bok Choy? E' un cavolo cinese molto buono!
Appartiene alla famiglia delle crucifere, come i broccoli, i cavoli, la verza, il cavolo cappuccio, il cavolo nero e la rucola; è caratterizzato da foglie carnose e croccanti simili a quelle delle coste; ha un sapore delicato e, diversamente dagli altri cavoli, ha un profumo gradevole.

Come tutte le crucifere, a fronte di poche calorie (solo 19 Kcal/100 g), è ricco di proprietà salutari: contiene infatti fibre, notevoli quantità di vitamina C, K e quelle del complesso B, sostanze e sali minerali dall’azione anticancerogena e anti colesterolo. Ha il vantaggio di contenere quantità maggiori di polifenoli, antiossidanti e caroteni.

Dove acquistarlo?
Da qualche tempo in Italia, oltre che nei negozietti di prodotti tipici etnici, si trova molto facilmente anche nei supermercati.
A differenza degli altri cavoli che vengono coltivati nei mesi freddi e dunque tipicamente invernali, il Bok Choi può essere coltivato anche in tarda primavera e in estate.


Ingredienti per la brisee':

300 gr di farina T2
110 gr di vino bianco secco
80 gr di olio di semi
1 pizzico di sale

Impastate tutti gli ingredienti insieme, fate una palla e lasciatela riposare coperta con la pellicola finche' preparate il ripieno.

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Per il ripieno:

300 gr di fagioli borlotti cotti
2 Bok Choy
1/2 limone, la scorza e il succo
1 cucchiaino di tahina
1 cucchiaino di curry
2 cm di zenzero tritato
4-5 cucchiai di marmellate di cipolle rosse
olio evo, sale e pepe q.b.

Per prima cosa frullate i borlotti con olio, sale, pepe, curry, il succo di limone e 1 cucchiaino di tahina (pasta di sesamo, la trovate nei negozio bio, spesso anche al super) e qualche cucchiaio di acqua, finche' sarà liscia ed omogenea. Alla fine aggiungete le scorze di limone tagliate finemente e mescolate affinche' si amalgamino.Tenete da parte.

Lavate e tagliate il cavolo cinese a strisce di 2-3 cm. 
Scaldate l'olio extravergine in una padella capiente, aggiungete il Pak Choy e fatelo saltare velocemente per circa 5 minuti, poi aggiungete lo zenzero tritato e aggiustate di sale e pepe.

A questo punto unite la crema di borlotti al Pak Choy mescolando bene.

Stendete ora la vostra brisee' dello spessore di 4 mm circa con un matterello e adagiatela all'interno di uno stampo foderato di carta forno.
Fate uno strato di marmellata di cipolle, quindi riempite con l'impasto di cavolo e borlotti.
Livellate bene e se completate con le strisce di brisee'.

Potete sostituire la marmellata di cipolle con delle uvette ammollate che andranno aggiunte al Bok Choy saltato.

Cuocete in forno statico per 40 minuti a 180-190 gradi.
Non vi dico neanche quanto e' buona, provatela voi stessi!

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Ingredients for brisee':

300 gr wholemeat flour
110 gr dry white wine
80 gr seed oil
1 pinch of salt

Mix all ingredients together, make a ball and let rest covered with plastic wrap until you prepare the filling.

For the filling:

300 gr cooked beans
2 Bok Choy
1/2 lemon, zest and juice
1 teaspoon of tahini
1 tsp curry
2 cm of chopped ginger
4-5 tablespoons red onion marmalade
extra virgin olive oil, salt and pepper q.s.

First blend the beans with oil, salt, pepper, curry, lemon juice, tahini, and 3-4 tablespoon of water, until they become smooth and homogeneous. Finally add the lemon peel finely chopped and stir well. Keep aside.

Wash and slice the Chinese cabbage into strips of 2-3 cm.
Heat the olive oil in a large skillet, add the Pak Choy and stir-fry it quickly for about 5 minutes, then add chopped ginger, salt and pepper.

At this point add the cream of beans to Pak Choy and stir well.

Spread now your brisee' with 4 mm thickness and place it into a mold lined with parchment paper.
Make a layer of onion jam, then fill with the mixture of cabbage and beans.
Level well and complete with brisee' strips.

You can replace the onion jam with the soaked raisins that should to be added to the stir-fried Bok Choy.

Bake in oven for 40 minutes at 180-190 degrees.
I do not even tell you how much greedy this pie is, try it yourself!

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02/10/15

WOW-MIX E PASTA FROLLA TOP SECRET - SPICES MIX AND MY TOP SECRET SHORTBREAD RECIPE

Un segreto per una pasta frolla che vi sorpenderà?
Usate le spezie!
Aggiungetele nell'impasto insieme a scorza di limone e di arancia e vi garantisco che non sarà la solita crostata! 

Io faccio un mix che poi utilizzo anche in creme, budini, torte lievitate, ecc... 
E' una bomba, infatti l'ho chiamato WOW-MIX! Ahahah... 
Da veramente un sapore unico ai dolci.
Ovviamente potete decidere di omettere alcuni ingredienti se preferite, ma vi assicuro che così si armonizzano perfettamente.

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Per il wow-mix di spezie:
5 foglie di alloro
3 rametti di timo
2 cucchiaini di chiodi di garofano
3 anici stellati
1 stecca di vaniglia
2 bastoncini di cannella

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La cosa migliore e' lasciar seccare tutti gli ingredienti che non lo siano già: se avete un essiccatore ottimo, se no usate il forno, 120 gradi per 10-15 minuti. Oppure lasciate tutto all'aria per qualche settimana (parlo dei semi di vaniglia, alloro e timo).
Poi frullate tutto con un mixer potente oppure con un macina caffè.
Conservate in un vasetto ben chiuso, in un luogo asciutto, ed utilizzate ogni volta che vi serve un tocco di magia :)

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Ora per darvi subito modo di utilizzare questa meraviglia vi posso confidare, ma non ditelo a nessuno, la mia ricetta della pasta frolla vegan super testata e assicurata!

Ingredienti per una tortiera da 24-26 cm:

350 gr di farina semi integrale
150 gr di zucchero di canna grezzo
95 gr di olio di semi
95 gr di acqua
1/2 cucchiaino di cremor tartaro
2 cucchiaini di spezie wow-mix
1/2 limone, la scorza
1/2 arancio, la scorza

Impastate prima gli elementi secchi compreso il wow-mix.
A parte fate una "maionese" con acqua e olio frullandoli con un minipimer, aggiungetela quindi all'impasto, lavoratelo qualche minuto, avvolgetelo nella pellicola e lasciate riposare in frigo almeno un'ora in modo che la farina assorba bene tutti i liquidi.
Stendete poi l'impasto con uno spessore di circa 3/4 mm e farcite a piacere :)
Se vi avanzano i ritagli potete anche fare le classiche strisce incrociate.
Cuocete per 30-35 minuti a 180 gradi.

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For the spices mix:
5 bay leaves
3 sprigs thyme
2 tsp cloves
3 star anise
1 vanilla pod
2 cinnamon sticks

Let dry all the ingredients: if you have a good dryer good for you, if not, use the oven: 120 degrees for 10-15 minutes. Or leave everything the open air for a few weeks (vanilla seeds, bay leaf and thyme).
Then whisk them all with a powerful mixer or a grinder.
Store in a tightly closed jar in a dry place, and use whenever you need a touch of magic :)
Now to give you immediately how to use this wonder I can give you -but do not tell anyone- the recipe of my vegan shortbread, it's super tested and guaranteed!

Ingredients for a 24-26 cm pan:
350 gr wholemeal flour
150 gr brown sugar
95 gr vegetable oil
95 gr water
1/2 teaspoon cream of tartar
2 teaspoons spices mix
1/2 lemon, zest
1/2 orange zest

Mix all the dry elements including the spices mix.
Apart do a "mayonnaise" with water and oil whisking them together with a blender, then add it to the dough, knead a few minutes, wrap it in plastic wrap and let stand in refrigerator at least an hour so that the flour absorbs well all liquids.
Then roll out the dough with a thickness of about 3/4 mm and fill to taste with your favorite jam :)
Bake for 30-35 minutes at 180 degrees.

29/09/15

VEGAN BROWNIES CIOCCOLATO, COCCO E UN INGREDIENTE A SORPRESA - BEET, CHOCOLATE AND COCONUT VEGAN BROWNIES

Qual e' l'ingrediente insolito in questo dolce?
In realtà e' un classico abbinato al cioccolato; in rete si trovano mille e una ricetta con questi ingredienti, io ho provato a farne una tutta mia, dosi comprese e, anche se insegnano che con i dolci non si improvvisa, un minimo di esperienza e un pochino di coraggio sono sufficienti per riuscire a combinare qualcosa di buono!

Tornando a noi, come mangiate le barbabietole?

Io devo ammettere che non le amo particolarmente, e comunque le preferisco crude piuttosto che cotte anche perche' in genere questa versione si trova pronta in buste sottovuoto e secondo me non e' cotta, e' cottissima!
Se invece le cuoci tu si possono lasciare croccanti e la storia cambia un po'...
A casa nostra comunque non sono un frutto amato, mio marito proprio non le può vedere: ricordo bene la sua faccia delusa quando ho tentato di nasconderle -si fa per dire- in un estratto con mela e zenzero :(

Ok, ma fanno così bene, uffa!
Allora oggi sono andata sul camuffamento dolce: brownies cioccolato, cocco e barbabietole!
Esperimento riuscito! Dopotutto se aggiungi del cioccolato a qualsiasi cosa diventa buona per forza ;)

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Ingredienti per 1 teglia:

200 gr di farina semi integrale
170 gr di zucchero di canna grezzo
200 gr di cioccolato fondente 70%
70 gr di olio di vinacciolo (o altro olio di semi)
2 barbabietole crude
18 gr di cremo tartaro
30 gr di cocco in scaglie
3 cucchiai di latte vegetale (io ho usato riso/cocco)
3 cucchiai di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere
1 pizzico di sale

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Per prima cosa pelate, tagliate a dadini e cuocete la barbabietola in acqua bollente per circa 10-15 minuti. Quindi frullatela con il mixer.

In una ciotola unite tutti gli ingredienti secchi: farina e zucchero setacciati, vaniglia, sale, cremor tartaro e cacao in polvere e mescolate bene.
Aggiungete l'olio, le scaglie di cocco e la barbabietola frullate e mescolate di nuovo.

In un pentolino fate sciogliere il cioccolato fondente con il latte vegetale a fuoco dolce.
Aggiungete il cioccolato fuso all'impasto.

Foderate una teglia con la carta da forno, versatevi l'impasto e cuocete a 180-190 gradi per 40 minuti.

Tagliate a quadrati e decorate con scaglie di cocco :)

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Nota bene: 
1- la barbabietola e' una rapa piuttosto dolce, ma ha un sapore terroso e acido che va contrastato con zucchero e cioccolato, per questo le dosi di questi ingredienti sono altine ;)
2- volendo potete sostituire il cocco con della frutta secca, usare una parte di farina di nocciole o mandorle, aggiungete dei frutti di bosco... Provate!
3- lo zucchero di canna puo' essere sostituito con zucchero di cocco, idem per l'olio di semi sostituibile con olio di cocco pero' in dosi minori.
4- se non avete barbabietole fresche potete sempre usare quelle già lessate che si trovano facilmente in ogni supermercato.
5- non trovo più l'info precisa, ma ricordo che tempo fa avevo letto sul blog di Marco Bianchi che l'abbinamento barbabietola+cioccolato e' una bomba per gli sportivi!

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Ingredients for 1 baking sheet:

200 gr wholemeal flour
170 gr brown sugar
200 gr dark chocolate 70%
70 gr grape seed oil (or other vegetable oil)
2 raw beets
18 gr cream of tartar
30 gr coconut flakes
3 tablespoon of vegetable milk
3 tablespoons unsweetened cocoa powder
1 teaspoon vanilla Bourbon powder
1 pinch of salt

First peel, cut into cubes and cook the beets in boiling water for about 10-15 minutes. Then whisk them with the mixer.
In a bowl combine all the dry ingredients: flour, sugar, vanilla, salt, cream of tartar and cocoa powder and stir well.
Add the oil, the coconut flakes and beets puree and stir again.
In a small saucepan, melt the chocolate with a little of vegetable milk on low heat.
Add the melted chocolate into the mixture.
Line a baking sheet with parchment paper, pour the mixture and bake at 180-190 degrees for 40 minutes.
Cut into squares and decorated with coconut flakes :)

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Please note:
1- the beets are turnips pretty sweets, but they have an earthy and acidic flavor that needs to be fought with sugar and chocolate, that's the reason why the doses of these ingredients are pretty high ;)
2- you can replace the coconut with nuts, use a part of hazelnut flour or almonds flour, add any kind of berries...
3- brown sugar can be replaced with coconut sugar, the same for the seed oil that can be replaced with coconut oil, however in smaller doses.
4- if you do not have fresh beets, you can always use those already boiled that are easy to find in any supermarket.
5- I can not find the exact information, but I remember that long ago I read somewhere that pairing chocolate and beetroot is a bomb for athletes!